lunedì 26 maggio 2014

"senza la luna"



 "senza la luna"

perche' hai avuto il coraggio 
di ingannare te stesso
e trascinarti nella trappola
dell'illusione che hai creato. 
oh
tu cercavi la gloria
per non morire del niente
che ti circondava da sempre.
io sono vissuta con te 
 ero li'
dall'infinito passato..
dietro i tuoi passi!!
Ove non c'era l'ombra
  io te la creavo
in complicita'con gli astri.
Oh
tu cercavi la gloria
per non morire
del nulla
che ti uccideva,
ed io, pregavo la luna
affinchè ti regalasse un' ombra.
Oh io pregavo la luna
che ti regalasse un' ombra
e tu cercavi una gloria
che alla fine
ti ha soffocato
come nel bozzolo,
senza via di uscita,
sei tornato senza ali.
Non ti e' mai importato
avere un' ombra...
 senza la gloria
non avevi piu' nulla
piu nulla...
piu nulla!!!

(anna marchitelli autrice)

martedì 20 maggio 2014

Pooh - Ci pensero' domani (+playlist)





Lei entrò, sulle scale qualcuno guardo'

i suoi strani vestiti
appoggiò le spalle alla porta dicendo:
con lui ci siamo lasciati
osservai due occhi segnati
e il viso bagnato dalla pioggia
non so, mi disse, non so come uscirne fuori, non lo so.
La guardai,
ed ebbi un momento di pena,
perché sembrava smarrita,
io vorrei mi disse, vorrei che non fosse cosí,
ma è proprio finita disse poi
ritrovando un sorriso a stento:
comunque l'ho voluta lo sai,
le strade per farmi del male non le sbaglio mai.
Poi mi raccontò la storia che io sapevo già
dall'ultima volta si sentiva
che era più sola, più cattiva.
Si calmò, guardandosi intorno
e parlammo di me, bevendo più volte
si sdraiò in mezzo ai cuscini e mi disse:
con te ero io la più forte
disse poi inseguendo un pensiero:
è vero, con te io stavo bene
e se io fossi una donna che torna
è qui che tornerei.
Poi cenammo qui, le chiesi:
domani cosa fai
la pioggia batteva sui balconi
rispose: ci penserò domani!
Mi svegliai la mattina
e sentii la sua voce di là:
parlava in inglese la guardai:
aveva il telefono in mano e il caffè
e non mi sorprese accettai il breve sorriso
e il viso di una che non resta.
Se puoi, mi disse, se puoi,
non cambiare mai da come sei!
Poi se ne andò via nel modo che io sapevo già,
passava un tassi, lo prese al volo
abbi cura di te, pensai da solo.


Pooh Quaderno di donna





È un po' che non ti vedo più

credevo fossi via
va meglio o no con lui?
Gli hai dato il suo bambino?
Di giorno chi lo tiene?
Coi soldi state bene?
E l'università?
Rinunci o ce la fai?
Io mi ricordo una piazza di donne
e il mio rischio di essere maschio
e gridavi: io vivo, non sono
un oggetto, raccontala adesso la
libera scelta, che scelta non è.
Però ti sei difesa bene.
Io ti rispetto, tu hai fatto di tutto
tu sei ancora tu
resisti fino all'ultimo.
Stretta dal tempo che batte nel petto
la sua spavalderia.
L'orgoglio di una tigre
su quelle spalle magre
la strada è quella ormai:
vai avanti ce la fai.
Io mi ricordo la piazza di Maggio:
sei pazza! Ti dissi fra i pezzi di
carta rimossi dal vento e girata di
spalle finisti: mi spiace, ragazzo,
il pazzo sei tu!

Altri testi su: http://www.testimania.com/testi/testi_pooh_1729/testi_boomerang_3869/testo_quaderno_di_donna_46025.html
Tutto su Pooh: http://www.musictory.it/musica/Pooh

Pooh Air India





Profumi d'oriente, souvenir di frontiera

un soffio imponente, schizza via la pianura,
trecento caffè e la luna sulle ali
di mattino alle tre siamo tutti molto soli.
Ho voglia di bere, siamo già sui deserti,
la hostess indiana, dice yes, s'allontana
somiglia un po' a te nel disegno del sorriso
mi torna di te un bisogno silenzioso.
Penso a te, all'imbarco in piedi là,
diecimila miglia fa
neanche un vero addio,
perché l'uomo, di dogana, ti allontana.
Penso a te, con la mia fotografia
e la tua malinconia
come dentro a un film,
nella folla colorata, sei sparita.
La spina del sole, graffia già l'orizzonte,
trecento persone, sveglia lentamente
si truccano un po', le signore spettinate,
si allineano già, fra le nubi, le autostrade.
Penso a te, mentre grigia di foschia
la città di casa mia
scorre sotto a noi
dietro al vetro; comandante torna indietro.
Penso a te, fra valigie e nostalgia
passaporti e polizia.
Mi nasconderei
ma all'uscita, c'è qualcuno che saluta.


Pooh Air India





Profumi d'oriente, souvenir di frontiera

un soffio imponente, schizza via la pianura,
trecento caffè e la luna sulle ali
di mattino alle tre siamo tutti molto soli.
Ho voglia di bere, siamo già sui deserti,
la hostess indiana, dice yes, s'allontana
somiglia un po' a te nel disegno del sorriso
mi torna di te un bisogno silenzioso.
Penso a te, all'imbarco in piedi là,
diecimila miglia fa
neanche un vero addio,
perché l'uomo, di dogana, ti allontana.
Penso a te, con la mia fotografia
e la tua malinconia
come dentro a un film,
nella folla colorata, sei sparita.
La spina del sole, graffia già l'orizzonte,
trecento persone, sveglia lentamente
si truccano un po', le signore spettinate,
si allineano già, fra le nubi, le autostrade.
Penso a te, mentre grigia di foschia
la città di casa mia
scorre sotto a noi
dietro al vetro; comandante torna indietro.
Penso a te, fra valigie e nostalgia
passaporti e polizia.
Mi nasconderei
ma all'uscita, c'è qualcuno che saluta.


lunedì 19 maggio 2014

Pooh Un Caffè Da Jennifer





Un caffè da Jennifer

che sapore avrà
verso il nostro Atlantico
questo treno corre, corre e va.
Nel caffè di Jennifer
mi sedetti un dì
le scogliere ripide
alla mia tristezza avevan detto si.
Jennifer corre svelta qua e là
non si stanca mai perché
pensa sempre a me.
È la sua vita quel caffè
il suo mondo è tutto là
grigio e magico.
Dolce è la mia Jennifer
mi sorriderà
e l'Oceano Atlantico
sale e miele oltre il muro getterà.
Jennifer corre svelta qua e là
non si stanca mai perché
pensa sempre a me.
È la sua vita quel caffè
il suo mondo è tutto là grigio e magico.
Un caffè da Jennifer troppo
amaro è ormai
dove c'era Jennifer
solo un vecchio muro abbandonato c'è.
Dove c'era Jennifer...


L'ANNO IL POSTO L'ORA ..BELLISSIMA CANZONE DEI POOH,CON TESTO ALLEGATO

L'anno il settantatre
il posto il cielo artico
l'ora che senso ha
d'estate è sempre l'alba.
L'incontro di ogni giorno con l'immensità
credo finisca qua.
Ciò che volava in alto ormai non vola più
e sto cadendo giù.
Sui ghiacci azzurri ormai
la nera ombra di rondine
è un punto quasi fermo ma
che cresce tra le nuvole.
Goccia d'acciaio inerte alle mie mani già
che si disperderà.
Ali negate al vento che ora stride di più
e mi trascina giù.
Davanti agli occhi miei
la folla delle immagini
vertiginosamente ma
per ordine in un attimo.
Colori e visi e voci della vita mia
passano e vanno via
suoni di vento e d'acqua che fermare vorrei
ma non c'è tempo ormai.
E non dite a lei
"non lo rivedrai"
dite ."non si sa, forse tornerà".
E non dite a lei
"non lo rivedrai"
dite "non si sa, forse tornerà".
Il bambino dorme già
e la notte è profumata
lei richiama il cane e poi
fra le mani prenderà
la coperta mai finita.
La vicina è andata via
ma le ha fatto compagnia
e domani tornerà.
È già estate a casa mia
e di notte c'è la luna
lei m'ha scritto se potrò
stare a casa oppure no
per il nostro anniversario.
C'è mia madre che non sa
se quest'anno riuscirà
a venire un po' da noi.
All'orizzonte là
il sole è un occhio immobile.
È notte ma la notte qui
d'estate è solo una parola.
Milioni di parole lascio dietro di me
milioni di perché.
Affascinata e stanca la mia anima va
verso la libertà.
E se per caso a voi
giungesse ancora la voce mia
direte questo a lei
"un uomo è vento quando vola".
E come il vento niente mai lo fermerà
non si disperderà.
E come il vento niente mai lo fermerà
non si disperderà.
E non dite a lei
"non lo rivedrai"
dite "non si sa, forse tornerà".


martedì 6 maggio 2014

" AZZURRO" (MIEI VERSI)

e' amaro questo pasto che mi hai dato
senza un sorriso o una parola
nel tacito silenzio di una tavola triste.
ricordo un tempo
in cui davvero
non c'era nulla
ma mio fratello
aveva gli occhi celesti
 mia madre aveva gli occhi celesti
anche il gatto aveva gli occhi celesti
e quando ci sedevamo a tavola
anche se avevamo poco
sembrava che c'era il cielo.

(anna marchitelli)